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INVASIONE PUNTERUOLO ROSSO DELLE PALME
SUL PUNTERUOLO 24-12-2010
Ad oggi vale il decreto del 9-11-2007 che prescrive l'abbattimento e la distruzione delle palme infestate.
1- Per prima cosa si fa la segnalazione all'osservatorio regionale delle malattie delle piante (che dovrebbe monitorare autonomamente ...e non lo fa) e a Vittoria c'è una sede distaccata proprio presso il comando della polizia municipale al mercato.
2- Le strutture verificano e notificano al proprietario le azioni che LUI dovrebbe fare, in autonomia e con i propri soldi, cioè l'eliminazione e la distruzione con trituratore ed inceneritore. Senza questa prassi i bozzoli si schiudono, le larve sopravvivono, diventano insetti e vanno in giro verso altre palme.
Il sistema è fallimentare perchè nessuno spenderà 300 o 400 o più euro (dipende dall'altezza) per intervenire autonomamente, e difficilmente si avrà la certezza di tritare e incenerire la parte capitozzata visto che poche sono le strutture simili.
L'ass. Cavallo diceva di avere al depuratore un trituratore che potrebbe essere adeguato. Con la delibera 874 del 19-12-2007 il nostro comune ha impegnato 12.000 € per interventi sulle palme. Se è rimasto qualcosa chiediamo che si spendano in questa occasione, visto il pericolo pubblico legato alla vicinanza della villa. Chiediamo comunque che il privato partecipi alla spesa in qualche maniera.
Per il bene delle palme pubbliche è importante che i privati facciano i trattamenti, spendendo di tasca loro circa 50 € una volta ogni 2 o 3 mesi invece che come dice la legge accollarsi tutta la spesa per le capitozzature.
Chi è oggi proprietario di palme nei suoi giardini dovrebbe essere obbligato a fare trattamenti preventivi (Confidor per es.) perchè se attaccato non avrà altra possibilità che la capitozzatura e ingenti spese. invece succede che tutti fanno quello che vogliono, pochi o nesuno fanno segnalazioni, i giardinieri continuano a potare le palme favorendo l'infestazione e pochi fanno trattamenti preventivi.
la situazione è sotto controllo e la legge inapplicata.
Spero che chi legge si renga conto del problema e pensi a trattare le proprie palme.
SCARICA IL DECRETO REGIONALE CHE ABROGA IL DECRETO PERCEDENTE
INVASIONE PUNTERUOLO ROSSO DELLE PALME
LA LETTERA PER IL PUNTERUOLO DELLA VILLA E LA NOSTRA DISPONIBILITA'
Il 28-09-2010 siamo stati invitati dal Sindaco e dall'assessore Malignaggi ad un sopralluogo alla villa comunale per visionare la palma attaccata dal Punteruolo.
Legambiente Vittoria ha deciso di non andare al sopralluogo, perché tutto quello che si doveva dire e fare contro il Punteruolo è stato già detto in questi anni come il dossier allegato testimonia.
A seguito di questa lettera siamo stati aspramente attaccati e vogliamo sottolineare che nessuna accusa è stata sollevata al Sindaco di Vittoria, bensì solo constatazioni sulla modalità di gestione e manutenzione del verde pubblico. Vogliamo anche aggiungere che qualsiasi comunicazione dell'associazione è espressione di un gruppo unito che lavora per obiettivi condivisi.
Legambiente Valle dell'Ippari dialoga con l'amministrazione comunale, nei tempi e nei modi migliori, nell'interesse dell'ambiente. Sono stati forniti censimenti delle piante infette e segnalazioni, sono stati fatti banchetti di sensibilizzazione nei confronti dei privati e conferenze. Sono stati elaborati un documento guida per il regolamento del verde e la carta del Verde. Legambiente sarà sempre disponibile a collaborare come ha sempre fatto.
In questo caso però, relativo all'attacco del Punteruolo Rosso, il circolo non ha nient'altro da dire, oltre alle soluzioni e strategie già delineate dal Decreto legge e la riunione alla villa era dunque a nostro parere inutile.
Ora esperti al verde pubblico e amministratori devono decidere, intervenire e assumersi le proprie responsabilità, sfruttando le competenze interne all'AMIU.
La superficialità, le mancanze e le inadempienze degli enti locali e degli organi preposti, stanno determinando l'aggravarsi del problema del Punteruolo rosso da palma nella provincia di Ragusa e l'avanzamento dell'infestazione sino alla riserva orientata del Pino d'Aleppo e sino, ormai, a Vittoria.
Da settembre 2007, nel territorio provinciale l'Azienda Forestale, in sinergia col S.F.R. ha provveduto all'abbattimento di molti esemplari ma, in seguito, l'attività è stata sospesa per mancanze di tipo logistico e tecnico (assenza di un locale adeguato alla triturazione e all'incenerimento delle palme infette sradicate e assenza di adeguate attrezzature meccaniche per l'esecuzione degli interventi).
Il 3 dicembre 2007 è stata segnalata la presenza di tre esemplari infestati all'interno della riserva del Pino d'Aleppo. Da allora il fenomeno si è propagato fino a raggiungere Villa Pancari ( Villa Salina) e colpendo palme di notevole importanza storica all'interno della riserva stessa. (n.d.r. ad oggi le palme individuate sono una cinquantina)
La nostra associazione da tempo persevera nel segnalare alla popolazione a agli organi competenti la gravità del problema e, scontrandosi con l'indifferenza, l'ignoranza e la lentezza della macchina burocratica, si ritrova ora impotente di fronte a tale fenomeno.
Le strategie di contrasto sono state definite nel Decreto inerente le misure fitosanitarie per il controllo e l'eradicazione del Rhyncophorus ferrugineus - punteruolo rosso della palma, ma l'entità del problema è stata fino adesso sottovalutata e sembra assurdo che errori fatti altrove, causando la distruzione di patrimoni botanici storici (Palermo - San Giovanni degli Eremiti), vengano ripetuti anche nella nostra provincia. Gli interventi, infatti, sono stati mutuati da quelli di altre zone (Palermo e Catania) che prima di noi (almeno da un anno) avevano subito l'infestazione, ma non si è stati in grado di migliorare le strategie. Così come già avvenuto altrove, a Ragusa la necessità di tempestività delle azioni si è scontrata con la disorganizzazione degli organi competenti e con la macchinosità delle gare d'appalto. Senza contare inoltre, che ulteriori mancanze e ritardi porteranno inevitabilmente all'aumento dei costi per la gestione dell'emergenza fitosanitaria. Infine le iniziative di informazione e divulgazione che come da Decreto dovevano attuarsi nell'intero territorio regionale, nella nostra provincia sono state sporadiche.
La scomparsa di una componente fondamentale del nostro patrimonio paesaggistico, storico e culturale comprometterà in parte lo sviluppo economico e turistico e determinerà la perdita di uno dei simboli della nostra identità siciliana.